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Le installazioni giganti che stregano il mondo

Le installazioni giganti che stregano il mondo

Chi è capace di far sognare, ha in mano il potere più grande ed eterno…

Creativi e visionari dalle menti e dai cuori più geniali e bizzarri, popolano gli angoli del pianeta con la loro arte e passione. Donando a noi tutti uno spazio di gioia, una speranza, uno sguardo di bellezza sognante.

Le sculture metalliche di Eugenio Tresoldi ad iniziare questa magica carrellata: un estro portentoso, un’architettura infallibile, una visione trasversale tra passato e futuro. La mia terra (acquisita, la Puglia) è stata baciata dalla sua attenzione, con la ricostruzione della Basilica paleocristiana di Siponto, nei pressi di Manfredonia. Un’installazione ambientale capace di disegnare lo spazio, in aperto dialogo con il contesto archeologico e naturale, riportando alla luce orizzonti perduti e una cattedrale sommersa. Concedendoci la fortuna e il privilegio di conoscere e apprezzare una bellezza eterna.

A seguire, che ci fa – vi chiederete – una Forchetta Gigante di acciaio inossidabile conficcata nel lago Levano a Vevey, in Svizzera? Scolpita nel 1995 dai due artisti locali Jean-Pierre Zaugg e Georges Favre, l’installazione offre ai turisti un “assaggio” di quello che vedranno su una delle sponde del lago il Museo dell’Alimentazione (Alimentarium).  Qui i visitatori possono scoprire tutto sul cibo seguendo ogni fase della produzione: dalla coltivazione alla lavorazione industriale, fino alla tavola. Esiste poi un’intera sezione dedicata alla digestione, con un test personalizzato per capire come funziona il metabolismo di ciascuno. Utile, geniale, stravagante.

Rimanendo in tema culinario, vi piacerà anche ammirare il Cucchiaio e la ciliegia di Minneapolis (vedi immagine in evidenza in alto). A fianco del Walker Art Center si trova il Minneapolis Sculpture Garden. Dalla sua inaugurazione nel 1988, il giardino è diventato una delle maggiori attrazioni della città. Il parco racchiude prati meravigliosi, fitte siepi tagliate con cura e opere d’arte astratta. Di queste ultime, 40 sono permanenti, ma se ne aggiungono regolarmente altre che fanno parte di mostre temporanee. Il pezzo forte del giardino è per l’appunto lo “Spoonbridge and Cherry”, realizzata per il parco dai maestri della pop art Claes Oldenburg e Coosje van Bruggen e diventato un’icona assoluta della città.

Per concludere questa breve (ma non definitiva, a presto con i prossimi articoli dedicati al tema) rassegna di installazioni extra ordinarie, ecco a voi con tutto il suo portento: Love.

Con l’amore si inizia e si finisce sempre, tutto. Immancabilmente. L’opera invita ad ascoltare la voce del bambino che è in ognuno di noi .. che molto spesso, ci aiuterebbe a trovare il buono, la soluzione, la pace perduta.

Opera dell’artista Aleksandr Milov, esposta in occasione del Festival Art Burning Man che si tiene in Nevada. Quale ambientazione più adatta del deserto per esprimere in totale libertà il sentimento più sublime e assoluto. Dell’amore, la scultura, coglie proprio il lato più vero e fragile, la chiusura, le sovrastrutture tipiche della mente adulta, il conflitto tra il sentimento e la ragione, il senso di prigionia che il distacco provoca. Geniale la capacità di saper cogliere e rendere materiale, tangibile, visibile, l’ossimoro presente nella separazione dall’amore.

Tutto estremamente extra ordinario. Dirompente. Capace di strapparci, sconvolgerci, e ricomporci. In una forma e in un assetto migliore…

Il percorso delle installazioni giganti, con tutto il loro carico di prodigio, vi aspetta.

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